
Una preghiera che batte a 128 BPM. Probabilmente Jorge Mario Bergoglio avrebbe sorriso guardando la marea umana che, a un anno dalla sua scomparsa, ha invaso la storica Plaza de Mayo non con il silenzio del lutto, ma con l’energia della musica elettronica. Buenos Aires ha scelto di ricordare il “suo” Papa attraverso un linguaggio universale e contemporaneo, celebrando quella “cultura dell’incontro” che è stata la bussola del suo pontificato.
Protagonista della serata è stato padre Guilherme Peixoto, il sacerdote-DJ portoghese già diventato un’icona globale dopo la memorabile esibizione alla GMG di Lisbona del 2023. Di fronte alla cattedrale che fu la casa di Bergoglio per quindici anni, Peixoto ha trasformato la piazza in un altare moderno, mescolando sintetizzatori e messaggi spirituali sotto il motto evangelico caro a Francesco: “Todos, todos, todos”.

L’evento “Francisco vive en el encuentro”, sostenuto dalla diocesi e dall’amministrazione cittadina, ha radunato un pubblico incredibilmente eterogeneo: giovani clubbers, intere famiglie, gruppi parrocchiali e religiose che hanno ballato accanto all’arcivescovo della capitale, Jorge Ignacio García Cuerva, apparso visibilmente coinvolto.
Non è stata solo una festa, ma il tentativo plastico di superare i confini della Chiesa tradizionale. Maxi-schermi e impianti audio hanno trasformato le strade circostanti in un’estensione della piazza, dimostrando come il messaggio di Francesco sia riuscito a penetrare anche in quegli spazi che la religione, spesso, fatica a raggiungere.
Il primo anniversario della morte di Papa Francesco, avvenuta il 21 aprile 2025 per un ictus poche ore dopo la celebrazione pasquale, offre l’occasione per rileggere il lascito di un pontificato che ha cambiato il volto della Chiesa attraverso quattro encicliche fondamentali:
Lumen Fidei (2013): primato della fede come luce contro l’individualismo.
Laudato si’ (2015): la rivoluzione dell’ecologia integrale, dove la difesa del creato è inseparabile dalla giustizia sociale.
Fratelli tutti (2020): l’appello profetico alla fratellanza globale nato nel dramma della pandemia.

Dilexit Nos (2024): l’ultima fatica, un invito a riscoprire il “cuore” e l’umanità in un mondo dominato dall’intelligenza artificiale e dalla tecnologia.
Mentre Buenos Aires balla, Roma si prepara a un omaggio più solenne. Le celebrazioni si terranno nel pomeriggio presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, luogo scelto da Bergoglio per la sua sepoltura definitiva.
Un legame profondo, quello tra Francesco e la Basilica Liberiana, testimoniato dalle ben 126 visite fatte dal Papa durante il suo ministero per pregare davanti all’icona della Salus Populi Romani. Proprio in sua memoria verrà scoperta una lapide commemorativa alla presenza dei fedeli, mentre l’Eucaristia sarà accompagnata da un messaggio di Papa Leone XIV, attualmente impegnato in un viaggio apostolico in Africa.
