di Michele Vidone
Massimo D’Alema torna a intervenire sul dibattito politico nazionale e internazionale con dichiarazioni nette, rilasciate durante la trasmissione radiofonica “Un Giorno da Pecora” su Rai Radio1.
L’ex presidente del Consiglio ha espresso parole dure nei confronti della premier Giorgia Meloni, pur riconoscendone le qualità: “La considero una donna intelligente, ma negli ultimi due anni qualcosa si è spezzato”. Il riferimento è alla posizione del governo italiano sul conflitto in Medio Oriente: “Di fronte a chi uccide deliberatamente i bambini, dire ‘Israele ha esagerato’ è una frase talmente misera che sarebbe stato meglio tacere”.
Guardando all’Europa, D’Alema indica come esempio il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez: “Uno che ha la schiena dritta, che non si è fatto intimidire e che sa quali sono valori e interessi dell’Europa”. Sul tema delle tensioni internazionali e del possibile coinvolgimento militare italiano nello Stretto di Hormuz, l’ex premier invita alla prudenza: “Quando si muovono i militari ci vuole un mandato chiaro. Questo problema si risolve con la pace e non con le armi”.
Sul fronte interno, D’Alema si sofferma anche sugli equilibri del centrosinistra e sul sistema elettorale: “Con l’attuale legge elettorale le primarie sono le elezioni. In democrazia il presidente del Consiglio lo fa chi ha più voti”. In merito alla possibile leadership del cosiddetto “campo largo”, sottolinea che esistono diverse personalità in grado di guidare il Paese e che sarà il voto a determinare i rapporti di forza.
Un passaggio anche sul passato recente: “Conte è stato un buon capo di governo. Far cadere il suo governo fu un errore grave”, aggiunge, riferendosi alla fine dell’esecutivo Conte II. Parole positive anche per la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, alla quale riconosce di aver “rivitalizzato il partito”.
D’Alema, infine, evita di entrare nel merito delle primarie: “Non sono un tema di cui intendo occuparmi. I suggerimenti si danno solo se richiesti”. Un intervento che conferma la sua presenza nel dibattito pubblico, con posizioni critiche ma orientate a una visione politica fondata su equilibrio istituzionale e centralità della diplomazia.
