di Michele Vidone
Le reti d’impresa continuano a espandersi nel sistema produttivo italiano. Nel 2025 si registrano 10.361 contratti di rete attivi, con una crescita del 7,6% rispetto all’anno precedente, e il coinvolgimento di circa 53 mila imprese (+5,2%). È quanto emerge dall’edizione 2025 dell’Osservatorio Nazionale sulle reti d’impresa, curato da InfoCamere, RetImpresa e Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, presentato a Napoli in collaborazione con la Piccola Industria di Confindustria Campania.
Dal punto di vista occupazionale, le imprese aderenti alle reti impiegano complessivamente oltre 1 milione e 743 mila addetti. Le microimprese rappresentano la quota numericamente prevalente (50,8%), ma incidono solo per il 4,6% sull’occupazione totale, mentre le imprese medio-grandi, pur costituendo meno del 10%, concentrano oltre l’80% degli addetti.
Le reti italiane restano per lo più di dimensioni contenute: l’87,5% è formato da meno di 10 imprese e oltre il 54,5% da aggregazioni molto ristrette di 2-3 soggetti. Continua inoltre a prevalere il modello delle reti-contratto (86%) rispetto alle reti-soggetto (14%), segno della preferenza per formule organizzative più flessibili.
Sul piano territoriale, il Lazio si conferma la prima regione per numero di imprese in rete (23%), seguito da Lombardia, Veneto e Campania. Oltre il 52% delle reti coinvolge imprese della stessa provincia e il 70,8% è costituito da aggregazioni uniregionali, anche se cresce la quota delle reti interregionali, arrivata al 19,7%.
Dal punto di vista settoriale, quasi la metà delle imprese in rete si concentra in tre comparti principali: agroalimentare (21,3%), costruzioni (15,2%) e commercio (11,4%). Tra le priorità emergono digitalizzazione, ICT, sostenibilità e marketing, ma resta una difficoltà nel tradurre questi fabbisogni in percorsi formativi strutturati.
Il tema delle competenze si conferma centrale ma ancora critico: il rapporto evidenzia infatti un significativo divario tra domanda e offerta, in particolare nelle aree produttive, tecniche e della ricerca e sviluppo.
