di Michele Vidone 

Le posizioni espresse sulla decisione della Regione Campania in materia di interruzione volontaria di gravidanza farmacologica riflettono una forte contrapposizione politica.

Da un lato, Marco Nonno e Luigi Rispoli (Fratelli d’Italia) criticano l’indirizzo della giunta regionale, ritenendo che la semplificazione delle procedure per l’IVG farmacologica, inclusa la possibilità di somministrazioni in regime ambulatoriale e domiciliare, rischi di ridurre una questione complessa a un mero aspetto organizzativo. Secondo loro, l’intervento pubblico dovrebbe invece concentrarsi sul sostegno economico e sociale alle donne e alle famiglie, per rimuovere le condizioni che portano alla scelta dell’interruzione di gravidanza.

Dall’altro lato, la deputata del Movimento 5 Stelle Gilda Sportiello accoglie positivamente la misura, definendola un avanzamento sul piano dei diritti e dell’autodeterminazione. Per Sportiello, la decisione rappresenta un rafforzamento concreto dell’accesso all’IVG farmacologica e una risposta alla necessità di garantire percorsi sanitari più accessibili e uniformi sul territorio, in linea con il diritto alla salute e alla libera scelta delle donne.

Il confronto si inserisce quindi nel più ampio dibattito politico e sociale su sanità, diritti e ruolo delle istituzioni nella gestione delle politiche di salute riproduttiva.

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