Installava dispositivi elettronici all’interno delle filiali bancarie per intercettare dati sensibili e credenziali di accesso. Un hacker è stato arrestato e posto ai domiciliari dalla Polizia di Stato al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Napoli. L’inchiesta è partita dopo le segnalazioni di alcuni funzionari di banca, insospettiti da strani ronzii provenienti dalle postazioni di lavoro. I controlli hanno portato alla scoperta di apparecchiature di intercettazione in grado di compromettere o interrompere le comunicazioni dei sistemi informatici.

Le indagini, condotte dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica e coordinate dal Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, hanno ricostruito il modus operandi dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine. L’indagato riusciva a introdursi nelle filiali durante gli orari di chiusura, eludendo i sistemi di allarme e utilizzando una chiave contraffatta.

Una volta all’interno, individuava server, rack e connessioni di rete, collegando dispositivi di tipo KVM (Keyboard, Video, Mouse), capaci di intercettare il traffico telematico e consentire il controllo remoto dei computer. In questo modo riusciva a carpire credenziali di accesso ai sistemi bancari.

All’hacker vengono contestati, a vario titolo, i reati di accesso abusivo a sistema informatico, violazione di domicilio, intercettazione illecita e frode informatica. Le indagini proseguono per accertare l’eventuale estensione degli attacchi e il coinvolgimento di altre persone.

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