Il regista Mariano Bauduin propone una rilettura originale de “Le allegre comare di Windsor”, commedia di William Shakespeare, intrecciando la tradizione elisabettiana con quella del teatro popolare. Nelle sue note di regia, Bauduin sottolinea come la scelta di una compagnia interamente maschile non sia solo un richiamo filologico al teatro dell’epoca, ma anche un espediente stilistico per accentuare i toni della farsa e della parodia. L’utilizzo di interpreti en travesti, infatti, richiama una pratica storica e contribuisce a costruire uno spettacolo dinamico, ironico e fortemente legato alla dimensione popolare della scena.

 

Di tutt’altro registro, ma altrettanto intensa, è Medea’s Children è la nuova creazione di Milo Rau, che si configura come una sorta di “teatro nel teatro” in miniatura. In questo lavoro, i protagonisti sono i bambini, chiamati a confrontarsi con temi profondi e complessi come la separazione, l’ingiustizia e il senso della tragedia. Il punto di partenza è un fatto di cronaca reale, una vicenda drammatica che si intreccia con il mito di Medea, figura simbolo dell’infanticidio e del conflitto familiare nella cultura occidentale.

 

Attraverso questo parallelismo tra tragedia contemporanea e classica, Rau costruisce uno spazio scenico in cui i più giovani possono interrogarsi su sé stessi e sul mondo che li circonda: dalla storia familiare ai primi sentimenti, fino al confronto con la morte e con le paure legate al futuro. Ne emerge uno sguardo potente e inedito sul ruolo dei bambini nel teatro, non più semplici spettatori o interpreti, ma veri portatori di senso e consapevolezza.

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