Di Angelo Maurizio Tortora
Non smettete di sognare,
non fatelo mai.
Quando si era piccolo, si aveva paura di una sola frase:
“Non ti mando al campetto!”
E le gambe tremavano, si era agitati, pensierosi, cupi, poi si scappava via senza dirlo a nessuno, il motivo? È perché senza un pallone non si può stare.
Quando sei piccolo hai solo un chiodo fisso nella mente: quello di divertirti prendendo a calci quella palla che rotola e lo fai dappertutto, tra i vicoli, per le strade, su un campetto e magari un domani al “Maradona”.
Sarà durissima, si dovrà lottare, puntare all’imponderabile fin quando non avrai raggiunto la cima.
Ma ogni vostro sogno vale il futuro, perché gli scugnizzi sono il domani, non smettere di sognare, mai.
Questo fa capire cosa voglia dire stare senza un pallone.
Perché quando sei piccolo non hai pensieri, se non quello di giocare, quando lo si ama il pallone lo si stringe al petto, si ci dorme assieme, si ci gioca in casa, senza di esso non ti senti invincibile. I ragazzini del Rione Janfolla di Miano chiedono che il loro “Campetto” sia rimesso a lucido, hanno dai 13 ai 15 anni, c’è di tutto lì dalla spazzatura, buste, bottiglie di plastica e non solo e loro lo stanno pulendo, pitturando ogni giorno, questi scugnizzi dimostrano che se qualcuno fa finta di niente e non pensa a renderli felici, si attivano da sé. Perché tutto ciò non può passare inosservato, loro chiedono ciò che gli spetta e nessuno può non ascoltarli, loro sono la voce di un popolo.
