di Michele Vidone
Alla vigilia del 25 aprile, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato il significato profondo della Festa della Liberazione, definendola un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale. Nel ricordare la Resistenza, ha sottolineato l’importanza di rinnovare l’impegno dell’Italia per la pace, il rispetto dei diritti umani e la costruzione di società più giuste, mettendo in guardia dai rischi di un mondo dominato dalla legge del più forte, che porta solo a conflitti e distruzioni.
Nel suo intervento al Quirinale davanti alle associazioni combattentistiche e partigiane, Mattarella ha evidenziato il valore della memoria storica come strumento fondamentale per formare cittadini consapevoli, capaci di comprendere il sacrificio necessario per conquistare libertà e democrazia. Le vicende della Resistenza rappresentano infatti un ponte tra passato e presente, soprattutto per le nuove generazioni.
Il capo dello Stato ha ricordato come la lotta partigiana abbia segnato il riscatto morale e civile del Paese, ponendo le basi dei valori fondanti della Repubblica, oggi sanciti nella Costituzione. Ha quindi ribadito la responsabilità quotidiana di difendere questi principi, rifiutando ogni forma di sopraffazione e ogni deriva totalitaria, indipendentemente dalla sua origine.
Guardando al contesto internazionale attuale, segnato da guerre e tensioni, Mattarella ha denunciato le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale in diverse aree del mondo, sottolineando quanto sia preziosa la pace conquistata. Il suo messaggio si è concluso con un forte richiamo ai valori della Liberazione e della Repubblica, da custodire e rinnovare nel tempo.

