di Michele Vidone 

I registri tumori rappresentano uno strumento fondamentale non solo per fotografare la diffusione delle patologie oncologiche, ma anche per programmare gli screening e individuare l’impatto di eventuali fattori di rischio ambientali. A sottolinearlo è Fabrizio Stracci, presidente dell’Associazione Italiana dei Registri Tumori (Airtum), a margine del convegno “I tumori in Italia: sorveglianza epidemiologica della Rete italiana dei Registri Tumori”.

Secondo Stracci, la copertura dei registri ha raggiunto oggi l’80% della popolazione italiana, ma alcune Regioni devono ancora completare il percorso verso una copertura totale o superare ostacoli organizzativi e legati alla privacy. La Sardegna sta completando la copertura regionale, così come il Piemonte e l’Abruzzo. Il Molise dispone già dei dati e sarà presto pienamente operativo. In alcune aree si sono registrate criticità legate alla privacy, come nella provincia autonoma di Bolzano. Altre realtà, invece, presentano registri storicamente molto completi, come Veneto, Campania e Sicilia. Dall’Emilia-Romagna non sono arrivati dati per l’ultimo studio epidemiologico nazionale, pur disponendo di registri molto accurati.

L’analisi di incidenza, mortalità e schede di dimissione ospedaliera consente di individuare le caratteristiche di rischio dei singoli territori e di intervenire con strategie di prevenzione mirate. Stracci, che è anche responsabile del Registro Tumori dell’Umbria, cita ad esempio Terni, dove è stata osservata un’incidenza più elevata di tumori rispetto ad altre aree, con la necessità di approfondire il possibile ruolo dell’esposizione a particolato o metalli pesanti legati alla presenza dell’industria siderurgica.

Nel Centro Italia si registra inoltre una maggiore incidenza di tumori gastrici associati all’Helicobacter pylori, più diffuso in alcune aree collinari. In passato i registri hanno permesso di studiare e portare all’attenzione pubblica situazioni critiche come la Terra dei Fuochi, le aree vicine all’Ilva di Taranto e Porto Marghera, contribuendo a orientare interventi di monitoraggio e prevenzione.

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