di Michele Vidone 

Allarme della Coldiretti per le conseguenze del conflitto in Iran e per la scarsa trasparenza in etichetta. Da Napoli, dove l’organizzazione ha riunito circa 5mila coltivatori, il messaggio è chiaro: la guerra in Iran rischia di provocare un nuovo shock energetico per l’agroalimentare e per le famiglie italiane, con forti ripercussioni sui costi di produzione e sui consumi.

All’incontro al Palapartenope hanno partecipato il presidente Ettore Prandini, il segretario generale Vincenzo Gesmundo, il presidente di Coldiretti Campania Ettore Bellelli e il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida. L’iniziativa segue le precedenti mobilitazioni in tutta Italia che hanno coinvolto oltre 25mila soci agricoltori sui grandi temi dell’agricoltura nazionale e internazionale.

Coldiretti sottolinea come i costi energetici e dei fertilizzanti siano già sensibilmente più alti rispetto a quattro anni fa (+49% fertilizzanti, +66% energia) e che il conflitto tra Usa, Israele e Iran potrebbe replicare lo shock già visto con la guerra in Ucraina. La difficile congiuntura internazionale colpisce ulteriormente le imprese italiane, già minacciate dalla concorrenza sleale di importazioni di prodotti di bassa qualità, coltivati con sostanze vietate in Europa, che arrivano nei porti italiani — tra cui quello di Napoli — per essere poi “italianizzati” tramite lavorazioni minime.

Al Palapartenope Coldiretti ha mostrato esempi concreti di frodi: petti di pollo sudamericani trasformati in crocchette come Made in Italy, cosce di maiale olandesi o danesi stagionate per diventare prosciutti tricolore, e mozzarelle prodotte con latte tedesco, polacco o cagliata ucraina vendute sui mercati europei come italiane.

Coldiretti chiede quindi la cancellazione della norma sull’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che danneggia le imprese italiane e inganna i consumatori, e l’introduzione dell’obbligo di etichettatura di origine su tutti i prodotti alimentari venduti in Europa.

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