“Non ho mai parlato male del Monaldi perché è un ospedale di professionisti, altrimenti non vi avrei portato mio figlio quando aveva 4 mesi. Chi ha sbagliato pagherà, ma non è tutto il Monaldi”. Lo ha detto Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico morto dopo aver ricevuto un cuore rivelatosi danneggiato all’Ospedale Monaldi, intervenendo alla trasmissione È sempre Cartabianca.

Secondo il legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi, “la responsabilità non è di tutto il Monaldi ma di un gruppo specifico di medici”. Il legale ha aggiunto di non comprendere “perché la direzione generale non abbia preso le distanze”, sostenendo che “si sta immolando un intero ospedale per tutelare qualcuno”. Al centro delle dichiarazioni anche la posizione del cardiochirurgo Guido Oppido. “È stato sospeso dall’attività neonatologica ma non da medico curante di Domenico, né dall’attività lavorativa – ha affermato Petruzzi –. È stato lasciato libero di condizionare e dirigere le scelte relative a Domenico mentre era già indagato”. La difesa riferisce di aver ottenuto la rimozione del medico solo il giorno prima della morte del bambino.

“Ci aspettiamo che nel dibattimento la prima a costituirsi parte civile sia il Monaldi – ha concluso l’avvocato – anche se l’atteggiamento finora non lascia tranquilli. Non è una guerra contro l’ospedale, ma una battaglia contro chi ha sbagliato e avrebbe cercato di occultare. Qualcuno dovrebbe fare un passo indietro o dimettersi”.

Nel corso della trasmissione, la madre ha inoltre dichiarato di essere stata tenuta all’oscuro delle cause del danneggiamento del cuore destinato al figlio e di aver appreso dettagli determinanti “dai giornali”. “All’inizio non immaginavo che si trattasse di Domenico – ha raccontato – mi ha dovuto convincere l’avvocato”.

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