di Michele Vidone
Emergono nuovi dettagli sull’uccisione di Fabio Ascione, il 20enne morto il 7 aprile a Ponticelli. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il colpo di pistola che lo ha ucciso sarebbe partito accidentalmente.
Poco prima, intorno alle 5 del mattino, nei pressi del bar di via Carlo Miranda si era verificato un conflitto a fuoco tra persone a bordo di uno scooter e altre in un’auto. Ascione non avrebbe preso parte a quell’azione. Successivamente, il 23enne Francesco Pio Autiero, che era sullo scooter, avrebbe raggiunto la vittima vicino al campo sportivo di via Rossia Doria e, mentre mostrava l’arma vantandosi della sparatoria, sarebbe partito per errore il colpo fatale.
Per il delitto sono stati fermati Autiero e un minorenne, con accuse aggravate dal metodo mafioso.
Durante i funerali, l’arcivescovo di Napoli Domenico Battaglia ha pronunciato parole molto dure, parlando di “troppe vite spezzate” e denunciando una città divisa, dove molti giovani crescono senza reali opportunità. Ha invitato Napoli a “guardarsi allo specchio” e a non considerare questi episodi come semplici fatalità.
Anche il sindaco Gaetano Manfredi ha commentato la vicenda, esprimendo apprezzamento per il lavoro di magistratura e forze dell’ordine nell’individuare rapidamente i presunti responsabili e ribadendo l’impegno delle istituzioni per rafforzare legalità e sviluppo sul territorio.
La morte di Fabio Ascione resta un caso emblematico della violenza che colpisce i giovani, spesso anche in modo del tutto casuale, e che continua a interrogare profondamente la città.
