di Michele Vidone
Nella notte tra il 30 aprile e il Primo Maggio, attivisti di Potere al Popolo hanno simbolicamente rinominato alcune strade di Napoli applicando cartelli sopra le targhe ufficiali, dedicandole a vittime di incidenti sul lavoro, lavoratori sfruttati e protagonisti di vertenze occupazionali in corso.
L’iniziativa è stata presentata come una denuncia contro precarietà, lavoro nero e sfruttamento. “Nella città del lavoro nero, dei bar e dei b&b che sfruttano i lavoratori per pochi euro l’ora, Napoli vuole il riscatto”, hanno dichiarato gli attivisti, sostenendo che la città “appartiene a chi lavora e lotta contro sfruttamento e precarietà”.
Nel corso dell’azione sono stati ricordati diversi lavoratori morti sul lavoro, tra cui Patrizio Spasiano, deceduto a 18 anni durante un tirocinio, Ciro Mennella, Giacomo Burtone e altri lavoratori vittime di incidenti. Gli attivisti hanno inoltre richiamato l’attenzione sulle vertenze aperte in Campania, citando gli ex dipendenti Jabil, i lavoratori della Ferrero e quelli della Celli Group di Pozzuoli.
Secondo Potere al Popolo, l’iniziativa vuole rendere visibili le storie di chi subisce licenziamenti illegittimi, turni massacranti, straordinari non pagati e condizioni di lavoro precarie, rilanciando il tema dei diritti dei lavoratori nel giorno del Primo Maggio.
