Un quadro “non rassicurante” per l’andamento del rapporto debito/Pil, appesantito non solo dagli effetti del Superbonus ma soprattutto dalla debole crescita economica. È quanto evidenzia la Corte dei conti nel corso dell’audizione sul Documento di finanza pubblica.
Secondo i magistrati contabili, le prospettive delineate nel documento descrivono “con realismo” una situazione che appare “sensibilmente deteriorata” rispetto al quadro tracciato dal Piano strutturale di bilancio 2024. In particolare, nel triennio 2025-2027, l’andamento del debito in rapporto al Pil risulta influenzato in modo determinante dalla bassa crescita economica, sia reale che nominale.
Un elemento, questo, che va oltre il contributo già noto del Superbonus, la cui incidenza era stata in larga parte già considerata nelle precedenti previsioni. A incidere in misura significativa è invece la dinamica dell’economia, che rallenta la riduzione del debito nonostante un miglioramento del saldo primario, risultato però inferiore alle attese. La Corte sottolinea come, nel contesto attuale, sia fondamentale adottare una visione di medio periodo, in linea con la logica delle nuove regole europee di bilancio. In questo senso, viene invitato a non focalizzarsi esclusivamente sugli effetti di eventuali shock annuali, ma a valutare l’andamento complessivo dei conti pubblici.
Pur in un contesto definito “estremamente critico”, i giudici contabili riconoscono un elemento positivo nelle prospettive indicate dal Dfp: la previsione di una graduale discesa del rapporto debito/Pil a partire dal 2027, sebbene inizialmente contenuta. Un segnale che, secondo la Corte, merita comunque una valutazione favorevole nell’ottica della sostenibilità finanziaria nel medio periodo.
