Ci sono vecchie glorie come Dejan Stankovic. Figli d’arte dal luminoso avvenire come Daniel Maldini. E insieme a loro una lunga lista di calciatori celebri od oscuri, che ora si ritrovano citati nell’inchiesta milanese per sfruttamento della prostituzione a carico di Buttini e della compagna Deborah Ronchi. Sotto la regia dei due, le notti milanesi dei calciatori di Inter e Milan, ma anche di una sfilza di squadre di A, si sarebbero trasformati in incontri a luci rosse con ragazze di facili costumi, pagate dai giocatori attraverso Buttini e la Ronchi, titolari di una agenzia di eventi e del Pineta di via Messina.

Nell’ordinanza di custodia che ha spedito agli arresti i due indagati e un paio di collaboratori, i nomi dei “clienti” sono omissati per ovvi motivi: il sesso a pagamento non è reato. Per un refuso, nell’ordinanza sono rimasti visibili i nomi di Marcus Pedersen del Torino e di Christian Volpato del Sassuolo. Nella richiesta presentata dal pm Bruna Albertini al gip Chiara Valori compare il nome di Cheickh Niasse, centrocampista del Verona, che il 17 novembre scorso sembra trovarsi all’hotel Il Duca con una ragazza che chiede a una amica di procurarle i “palloncini”: la Guardia di finanza sospetta che si tratti della sostanza usata per “euforizzarsi” durante gli incontri. Nella stessa richiesta compare il nome di Stankovic: “Sono emerse nr. 8 telefonate con l’utenza telefonica intestata al calciatore Dejan Stankovic”.

E gli altri? Come si arriva ai cinquanta e passa calciatori che fin dalle prime ore di lunedì sono stati indicati come il “parco clienti” delle attività della coppia Buttini-Ronchi? Una traccia la si ritrova nell’elenco di parole chiave che nel decreto di perquisizione eseguito l’altro ieri viene indicato nei dettagli per sottoporre a analisi tecnica i dispositivi sequestrati. Si tratta di nomi che la Procura evidentemente non indica a caso, e che devono essere emersi nelle intercettazioni in cui le escort e i presunti protettori pianificavano gli incontri. Per alcuni di loro, fonti aperte confermano la conoscenza con Buttini, come nel caso di Maldini, prospetto della Lazio e della Nazionale, ritratto con Buttini a Mykonos. Per altri l’interesse degli inquirenti non trova riscontri su dati pubblici. Ma l’elenco è significativo per capire quanto fosse ramificata la rete di affari del Made Luxury Concierge, braccio operativo dell’impero di Buttini. La parte del leone la fanno Inter e Milan: le parole chiave Bastoni, Bellanova, Blisseck, Hakimi, Coutinho, Skriniar, Carlos Augusto sembrano riportare a giocatori che vestono o hanno vestito di recente la casacca nerazzurra. Sulla sponda opposta, evocano calciatori del Milan i nomi De Winter, Leao, Giroud e Menez. Ma nella ricostruzione degli investigatori, i locali del circuito Made – la sigla divenuta anche soprannome di Emanuele Buttini – erano un punto di riferimento anche per i giocatori di altre squadre, che erano in trasferta a Milano e usufruivano dei servizi offerti: alcuni leciti, come le sale private nei locali o la presenza di ragazze immagine. Altri meno.

A un giocatore dell’Arsenal e della Nazionale porta la parola chiave “Calafiori”. A calciatori della Juventus le parole Hisen, Vlahovic e Arthur Melo, e anche – con meno univocità – “Alvaro”. In direzione Atalanta le chiavi di ricerca “Scamacca” e “Ruggeri”, verso la Lazio – oltre a Maldini – Nuno Tavares. Impossibile per ora sapere se e quali di loro abbiano effettivamente ceduto alle proposte dei due piazzisti di ragazze.

Riceviamo quanto segue dai legali di Riccardo Calafiori

“Sebbene venga specificato che l’indicazione del Calafiori sia il risultato non di un riscontro documentale bensì di una ricerca per parole chiave condotta sul decreto di perquisizione, è davvero sconcertante che possa essere stato comunque pubblicato il riferimento nominativo del nostro assistito. L’indagine non lambisce in alcun modo la persona del sig. Calafiori che ne è assolutamente estraneo. Il nome del nostro cliente non compare in nessun atto dell’indagine attualmente in corso sui signori Buttini-Ronchi e sulle di loro attività. L’unica circostanza obiettiva allo stato nota è che il sig. Calafiori è estraneo ad essa in tutto e per tutto”. (avvocati Gabriele Zuccheretti e Antonio Conte)

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