di Michele Vidone 

Cresce la tensione attorno alla vertenza Trasnova, con i sindacati metalmeccanici che lanciano un duro allarme in vista del 1° maggio. Secondo le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Uglm, per centinaia di lavoratori la Festa dei lavoratori rischia di trasformarsi nell’ingresso in Naspi, senza certezze sul futuro.

In una nota congiunta, le organizzazioni sindacali denunciano “inerzia e approssimazione” da parte dei soggetti coinvolti, parlando di un rimpallo di responsabilità che sta mettendo in difficoltà numerose famiglie. “Non è accettabile che i lavoratori diventino danni collaterali di una disputa industriale e istituzionale senza fine”, sottolineano.

Nel mirino dei sindacati c’è Stellantis, chiamata a non sottrarsi alle proprie responsabilità sociali: “Le scelte strategiche del gruppo non possono ricadere sull’anello più debole della filiera”, si legge nel comunicato. Allo stesso tempo, viene sollecitato un intervento più incisivo della Regione Campania, con una mediazione politica capace di portare a soluzioni concrete e a una prospettiva occupazionale stabile.

Dure critiche anche nei confronti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale si chiede, dopo 16 mesi di incontri ritenuti interlocutori, di presentare proposte reali, con imprenditori pronti a mettere in campo progetti industriali attuabili entro 13 mesi.

I sindacati ribadiscono infine che gli ammortizzatori sociali non possono essere subordinati alle controversie legali tra Stellantis e Trasnova: “Il salario e la sopravvivenza dei lavoratori non possono diventare merce di scambio”. La vertenza, concludono, riguarda non solo i dipendenti coinvolti ma l’intero territorio.

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