di Michele Vidone
“È necessario che l’Ospedale Monaldi annunci la propria costituzione di parte civile nell’eventuale e probabile processo sulla morte del piccolo Domenico Caliendo”.
È l’appello lanciato dal deputato Francesco Emilio Borrelli e dal consigliere regionale della Campania Carlo Ceparano, entrambi di Alleanza Verdi-Sinistra, alla luce dei nuovi sviluppi dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli.
“La giustizia farà il suo corso e accerterà eventuali responsabilità – affermano in una nota congiunta – ma è fondamentale che il Monaldi assuma una posizione chiara e inequivocabile. Costituirsi parte civile rappresenterebbe un atto concreto di trasparenza e di rispetto nei confronti della famiglia e un segnale forte della volontà di contribuire pienamente all’accertamento della verità”.
Intanto, dall’inchiesta emergono nuovi elementi. Il piccolo Domenico sarebbe rimasto almeno 45 minuti senza cuore. La circostanza risulta da una nuova tranche di conversazioni tra infermieri presenti in sala operatoria durante il trapianto, conversazioni acquisite agli atti della Procura.
Era già stato riferito da un’infermiera specializzata che il contenitore chiuso con l’organo era arrivato in sala operatoria “qualche minuto prima delle 14.30”. Alle 15.00, in uno dei messaggi, si legge che il cuore, “portato nel ghiaccio secco, si è congelato” e che “forse non lo può impiantare, stiamo da tre ore per cercare di togliere il ghiaccio”.
Alle 15.14, alla richiesta di aggiornamenti, viene risposto: “Il cuore per scongelarlo lo abbiamo messo nell’acqua calda. Se riparte è un miracolo”. Nella stessa conversazione, l’infermiera – che riferisce di essere uscita dalla sala operatoria alle 14.12 – chiede: “Ma lo sta mettendo?”. La risposta è: “Sta facendo le anastomosi”, ossia le manovre chirurgiche necessarie a collegare il nuovo cuore ai vasi sanguigni del paziente.
Secondo la ricostruzione temporale, tali manovre sarebbero iniziate 45 minuti dopo l’arrivo dell’organo in sala, con l’aorta già clampata. In un ulteriore scambio viene chiesto se il primario stesse operando insieme alla dottoressa Farina. La replica riportata negli atti è: “No, non l’ha voluta né a lei né al dottor Pagano. Ha detto: lasciatemi solo, andatevene da qua”.
