di Michele Vidone

La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera alla strategia nazionale sulla biodiversità 2030, il documento che definisce le linee d’azione per la tutela di aree protette, habitat naturali, zone agricole e forestali, acque e ambienti marini, nonché degli ecosistemi urbani. Contestualmente è stata chiesta al Governo una verifica puntuale sui costi legati all’attuazione del piano.

La strategia, che entra ora nella fase operativa, individua 18 obiettivi specifici su cui le Regioni lavoreranno insieme alle altre amministrazioni ed enti attuatori coinvolti. Tra le azioni previste figurano il rafforzamento e la migliore gestione delle aree protette, il ripristino degli ecosistemi degradati, la promozione di pratiche agricole e zootecniche sostenibili, lo sviluppo della biodiversità in ambito urbano e il miglioramento della tutela degli ecosistemi acquatici e marini.

La Conferenza delle Regioni ha trasmesso al Governo osservazioni e proposte emendative per rendere più efficace l’attuazione operativa del programma e garantirne la coerenza con le competenze e gli strumenti di programmazione territoriale. In particolare, è stata evidenziata la necessità di una ricognizione dettagliata dei costi delle azioni affidate alle Regioni, considerando che le relative risorse dovranno essere reperite prevalentemente nei bilanci regionali e che, allo stato, mancano indicatori di target pienamente definiti per quantificare con precisione i fabbisogni finanziari.

L’attuazione della strategia sarà supportata dal contributo tecnico-scientifico degli organismi competenti e da un sistema di monitoraggio condiviso, finalizzato a garantire efficacia, trasparenza e coerenza delle misure adottate.

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