di Michele Vidone 

La filiera italiana della mobilità elettrica chiede ai Comuni un cambio di passo per centrare gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione e miglioramento della qualità dell’aria, valorizzando il ruolo dei territori come motore di innovazione e garanzia di sostenibilità sociale.

Motus-E esprime «sgomento e preoccupazione» per la proposta di Roma Capitale di introdurre un onere annuale per l’accesso alle Ztl dei veicoli elettrici e, in una lettera aperta al presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, chiede di ripristinare una «visione sistemica» considerata essenziale per mantenere l’Italia al passo degli altri grandi mercati auto europei.

L’associazione sottolinea che provvedimenti simili creano incertezza normativa, penalizzano cittadini e imprese che hanno investito in flotte elettriche e infrastrutture di ricarica, e rischiano di incrinare la fiducia degli utenti. Con meno dell’1,5% del parco circolante elettrico nella Città Metropolitana, Motus-E ritiene prematuro imporre misure così invasive, suggerendo invece gradualità, periodi transitori e contributi modulati in base agli accessi effettivi, supportati da monitoraggio e valutazione periodica.

«L’incertezza normativa derivante da simili provvedimenti penalizza in primis l’utenza privata, ma anche le imprese che hanno investito nel rinnovo delle flotte e nelle installazioni di colonnine di ricarica pubbliche», si legge nella lettera, e rischia di «incrinare il rapporto di fiducia con quei cittadini che, incoraggiati dalle politiche nazionali e locali, hanno compiuto un investimento importante per il rinnovo del parco circolante».

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