di Michele Vidone
La Direzione Investigativa Antimafia, la Divisione Anticrimine della Questura di Caserta e il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, in esecuzione di un provvedimento della Corte di Cassazione, hanno disposto la confisca definitiva di beni per circa 30 milioni di euro riconducibili a un imprenditore casertano attivo nei settori del cemento e della ristorazione.
Il provvedimento conferma la confisca successiva al sequestro effettuato nel 2022, disposto dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta del Procuratore di Napoli, del Direttore della DIA e del Questore di Caserta.
La misura riguarda un imprenditore ritenuto vicino al clan Belforte, condannato in via definitiva per aver organizzato un sistema di riscossione del “pizzo” basato su sovrafatturazioni che occultavano il pagamento delle estorsioni.
Con la confisca definitiva, lo Stato acquisisce un patrimonio stimato in circa 30 milioni di euro, composto da due compendi aziendali e quote societarie, 62 immobili distribuiti tra le province di Caserta, Benevento, Salerno e Parma (tra cui terreni, abitazioni, opifici industriali, garage e una multiproprietà in Costiera amalfitana), oltre a 47 rapporti finanziari e 18 beni mobili registrati, tra autovetture e mezzi industriali.
