di Michele Vidone
Prima un saluto con un bacio, poi una violenta aggressione culminata in un tentato omicidio: è quanto ricostruito dagli investigatori sull’agguato avvenuto il 17 aprile nel rione Siberia, a Marianella, quartiere dell’area nord di Napoli, ai danni di Vincenzo Lo Russo, nipote dei reggenti del clan Lo Russo-Capitoni.
Per il raid sono state arrestate due persone nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e condotta dai carabinieri della compagnia Vomero. Le attività investigative, supportate da immagini di videosorveglianza e intercettazioni, hanno permesso di individuare i presunti autori materiali dell’agguato e di ricondurre il movente a un vecchio litigio avvenuto in carcere tra detenuti.
Secondo quanto emerso, uno degli aggressori avrebbe inizialmente salutato la vittima con un bacio prima di colpirla con il calcio di una pistola e con un casco. Lo Russo sarebbe stato poi preso a schiaffi e calci e infine raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco.
Nonostante la reticenza iniziale della vittima, gli investigatori sono riusciti a ricostruire la dinamica dell’accaduto. Dopo il fermo dei due indagati, è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare anche nei confronti di un terzo presunto appartenente al gruppo criminale, attualmente irreperibile.
