NOLA Se ne va sulle note di “guerriero” di Marco Mengoni nella sua piccola bara bianca coperta dai fiori. Se ne va salutato da un lunghissimo applauso degli oltre mille stipati sul sagrato della Cattedrale di Nola. Ma se le lacrime facessero rumore, nel suo ultimo viaggio Domenico Caliendo avrebbe ascoltato un impetuoso, assordante fiume di lacrime. Capace di coprire anche i versi di una canzone che sembra scritta proprio per questo bambino forte e sfortunato.
