di Michele Vidone
La scomparsa del filosofo Biagio De Giovanni ha suscitato un ampio cordoglio nel mondo politico, accademico e istituzionale italiano. Numerosi esponenti hanno ricordato la sua figura come quella di un intellettuale rigoroso, capace di unire pensiero filosofico e impegno civile, e di contribuire in modo significativo alla cultura democratica del Paese.
Il presidente della Regione Campania Roberto Fico lo ha descritto come un punto di riferimento per generazioni di studiosi e cittadini, sottolineando la sua dedizione alla costruzione di una cultura basata sulla connessione tra sapere e responsabilità pubblica. Ha inoltre espresso vicinanza alla famiglia, agli allievi e alla comunità accademica.
Anche diversi rappresentanti politici hanno voluto omaggiare la sua figura. Francesco Emilio Borrelli ha ricordato De Giovanni come una personalità centrale della filosofia e della politica italiana, espressione di una scuola di pensiero meridionale e difensore dell’intellettuale libero da condizionamenti. La senatrice Valeria Valente ne ha evidenziato il ruolo accademico e politico, ricordando anche il suo impegno come docente, rettore e parlamentare europeo, nonché il contributo alla costruzione del progetto europeo.
Infine, il coordinatore della Lega Campania Gianpiero Zinzi ha espresso cordoglio sottolineando la sua importanza come maestro per generazioni di studenti e la sua attività politica, caratterizzata da rigore intellettuale e spirito critico anche verso la propria area di riferimento. In tutti i messaggi emerge il ritratto di un pensatore influente, la cui scomparsa viene considerata una perdita significativa per la cultura napoletana e italiana.
