Le offese rivolte alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal conduttore russo Vladimir Solovyov scatenano una reazione compatta della politica italiana e aprono un nuovo fronte di tensione diplomatica con Mosca. Dalla maggioranza all’opposizione, sono numerosi i messaggi di solidarietà arrivati nelle ore successive alle dichiarazioni del presentatore televisivo, giudicate trasversalmente “volgari”, “inaccettabili” e lesive non solo della figura della premier ma dell’intero Paese.

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha parlato di “accuse sessiste inaccettabili”, sottolineando come “chi insulta i rappresentanti delle istituzioni italiane offende l’intero Paese”. Sulla stessa linea il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha espresso “solidarietà” per le “offese personali inqualificabili”.

Condanna anche da parte di Matteo Renzi, che a nome di Italia Viva ha definito l’episodio “grave”, mentre i vicepresidenti del partito hanno parlato di “livello inqualificabile”. Parole analoghe arrivano da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che hanno ribadito la loro solidarietà evidenziando la gravità dei toni utilizzati. Ancora più duro Carlo Calenda, che ha attaccato direttamente il conduttore russo, mentre Riccardo Magi ha parlato di una “escalation” nelle minacce provenienti dall’ambiente vicino al Cremlino.

La vicenda ha coinvolto anche le più alte cariche dello Stato. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire un messaggio di solidarietà alla premier, esprimendo “indignazione” per le parole pronunciate. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di “insulti vergognosi”, mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha condannato con fermezza le dichiarazioni.

Sul piano diplomatico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, per esprimere una protesta formale. Un segnale della serietà con cui il governo italiano considera l’accaduto.

Solidarietà anche dal vicepremier Matteo Salvini, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha auspicato una presa di distanza ufficiale da parte dell’ambasciata russa, sottolineando di non ricordare precedenti simili per gravità nei confronti di un capo di governo straniero.

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