di Michele Vidone
L’allarme sicurezza torna al centro del dibattito in Napoli e nella sua provincia, dopo le parole del consigliere regionale Ciro Buonajuto, presidente della Commissione sicurezza, che denuncia una “escalation criminale” sempre più preoccupante.
Buonajuto richiama anche il monito dell’arcivescovo Mimmo Battaglia, sottolineando come siano ormai troppi i funerali celebrati per vittime innocenti, spesso giovanissime. Un segnale, secondo il consigliere, di una deriva che vede abbassarsi sempre più l’età sia delle vittime che di chi commette i reati.
A rafforzare questa preoccupazione è anche la testimonianza di un giovane di Volla, che in una mail racconta la paura diffusa tra i cittadini: sparatorie, rapine e violenze quotidiane stanno cambiando la percezione della sicurezza, soprattutto tra i più giovani e le famiglie.
Secondo Buonajuto, la risposta non può limitarsi alla repressione. Serve un intervento più ampio che affianchi alla sicurezza investimenti in istruzione, cultura e opportunità lavorative, soprattutto nelle periferie. Troppi ragazzi, evidenzia, crescono senza alternative e finiscono per essere attratti da percorsi criminali.
Nel suo intervento, il consigliere richiama anche il caso di Fabio Ascione, definendone la morte una tragedia assurda ma anche un possibile punto di svolta, per il coraggio dimostrato da chi ha iniziato a rompere il silenzio. Da qui l’appello alla politica: raccogliere l’invito a “scegliere la vita” e trasformarlo in azioni concrete, senza ulteriori rinvii.
