Le parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni accendono il dibattito politico in Italia, con reazioni articolate e trasversali da parte delle opposizioni. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha ridimensionato la sorpresa per l’attacco, sottolineando come il comportamento di Trump sia coerente con il suo stile: “Attacca a destra e a sinistra, quindi non mi sorprende”. Conte ha però criticato la linea della premier, ribadendo che “linearità e chiarezza” avrebbero potuto evitare tensioni, perché “a un certo punto tutti i nodi vengono al pettine”.
Di segno diverso la posizione della segretaria del Partito democratico Elly Schlein, che ha espresso una “ferma condanna” per le parole del presidente americano e solidarietà a Meloni: “Siamo avversari politici, ma non accetteremo attacchi o minacce al nostro Paese”. Sulla stessa linea anche l’ex premier Paolo Gentiloni, che ha definito “inaccettabili” le dichiarazioni di Trump, invitando a fare fronte comune in difesa dell’Italia.
Più critico l’intervento di Matteo Renzi, che ha parlato di una Meloni “scaricata” dal suo stesso alleato, ipotizzando un progressivo indebolimento politico della premier nei prossimi mesi. Dal fronte centrista, il leader di Azione Carlo Calenda ha riconosciuto a Meloni il merito di aver reagito con fermezza, auspicando una risposta unitaria del sistema politico italiano all’attacco proveniente dagli Stati Uniti.
Dura anche la posizione di Angelo Bonelli, che ha rivendicato la sovranità italiana respingendo “ogni interferenza”, mentre Nicola Fratoianni ha collegato il tema alle dinamiche internazionali, parlando di una più ampia battaglia politica contro guerre e violazioni del diritto internazionale.
