di Michele Vidone
È arrivato oggi in Italia, espulso dagli Stati Uniti, Carlo Petrillo, ritenuto referente del clan camorristico Belforte. L’uomo, 43 anni, era irreperibile dal 2017 dopo una condanna definitiva a 8 anni e 8 mesi di reclusione.
Petrillo era ricercato per fatti risalenti al 2006, quando avrebbe organizzato un’associazione finalizzata al traffico illecito di cocaina a Caserta, creando una rete di spacciatori al dettaglio nel capoluogo. Dopo la fuga negli Stati Uniti, dove si era stabilito ricostruendosi una vita e diventando titolare di diverse attività commerciali, è stato individuato e fermato il 16 dicembre 2025 grazie a un’operazione congiunta della Squadra mobile di Caserta, del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia e dell’Fbi, coordinati dalla Procura generale di Napoli.
Dopo i provvedimenti esecutivi emessi dalla Procura generale presso la Corte d’appello di Napoli, Petrillo è stato espulso dagli Stati Uniti per motivi di sicurezza interna e per violazione delle norme sull’immigrazione. All’arrivo all’aeroporto di Fiumicino è stato arrestato dagli investigatori, in collaborazione con la Polizia di frontiera, e trasferito in carcere.
Intanto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha commentato l’operazione che oggi ha portato all’esecuzione di 16 misure cautelari contro presunti affiliati al clan Mazzarella coinvolti in truffe informatiche. “Vogliamo lanciare un avviso ai cittadini: la camorra è contemporanea e molto evoluta sul piano informatico”, ha spiegato. Secondo Gratteri, le organizzazioni criminali utilizzano sempre più strumenti tecnologici e il dark web per commettere reati. “Polizia, carabinieri e guardia di finanza si stanno attrezzando, ma in questo campo non si è mai del tutto pronti, perché emergono continuamente nuove tecniche e nuovi sistemi per commettere crimini informatici”, ha aggiunto.
