Sette medici e infermieri rinviati a giudizio: la prima udienza slitta dal 17 marzo al 14 aprile. L’avvocato della famiglia di Diego: “Chiederemo 25 anni di carcere”
Il processo per la morte di Diego Armando Maradona subirà un ulteriore slittamento. Il tribunale di San Isidro, in Argentina, ha deciso di rinviare l’apertura del dibattimento: la prima udienza, inizialmente prevista per il 17 marzo, è stata spostata al 14 aprile.
La decisione è stata presa dopo la richiesta della Procura, che ha ritenuto opportuno posticipare l’avvio del procedimento per evitare possibili interruzioni legate a diverse festività previste nel periodo. L’istanza è stata sostenuta anche dalla maggioranza degli avvocati difensori dei sette imputati, tra medici e infermieri accusati di omicidio con dolo eventuale per la morte dell’ex campione argentino, avvenuta il 25 novembre 2020.
Tra gli indagati figurano il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov e altri membri dell’equipe sanitaria che seguiva Maradona negli ultimi mesi di vita. Il processo prevede l’ascolto di circa cento testimoni, con due udienze settimanali per accelerare i tempi del procedimento.
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Intanto l’avvocato della famiglia Maradona, Fernando Burlando, ha ribadito la linea dell’accusa sostenendo che non si tratterebbe di semplici errori medici o negligenze, ma di cure gravemente inadeguate. Il legale ha annunciato che la famiglia chiederà pene severe, fino a 25 anni di carcere, che rappresentano la sanzione massima prevista dalla legge argentina per questo tipo di reato.
