di Michele Vidone
Nel corso del consueto appuntamento social del venerdì, l’ex presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è intervenuto su due temi: la gestione delle risorse idriche e la vicenda del piccolo Domenico Caliendo.
Sul tema dell’acqua, De Luca ha auspicato che non si imbocchi “la strada di una visione ideologica”, sottolineando che la gestione delle risorse idriche deve restare pubblica ma con il possibile coinvolgimento di investitori privati.
Secondo l’ex governatore, infatti, le acque devono “rimanere un bene pubblico, gestito dalle istituzioni pubbliche ma in rapporto anche con investitori privati da impegnare anche nelle manutenzioni, perché altrimenti le risorse non le troveremo”.
Le parole arrivano poco prima che la giunta guidata da Roberto Fico annunciasse lo stop alla selezione del socio privato per la costituenda società Grandi Reti Idriche Campane. De Luca ha rivendicato il lavoro svolto negli anni passati, ricordando anche la legge regionale del 2010 approvata all’inizio del suo primo mandato, e ha invitato ad affrontare la questione “senza demagogia”.
L’ex presidente ha inoltre ricordato che sulla vicenda è stato presentato un ricorso al Tar da parte di soggetti privati, che ha messo in discussione la linea varata nei mesi scorsi per realizzare una società pubblico-privata per la gestione delle grandi reti idriche. Per questo ha auspicato che la Regione possa valutare un ricorso al Consiglio di Stato.
Nel corso della diretta De Luca è tornato anche sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli. L’ex governatore ha espresso nuovamente la propria solidarietà alla famiglia, con un pensiero particolare alla madre, sottolineando di aver apprezzato “la sua discrezione”.
De Luca ha però messo in guardia dal rischio di una “spettacolarizzazione mediatica” della tragedia. “Tutti quanti abbiamo condiviso come nostro il dolore per la morte di questo bambino – ha detto – ma credo che da oggi in poi dobbiamo evitare derive mediatiche”. Secondo l’ex presidente della Regione, infatti, la vicenda non dovrebbe essere strumentalizzata né sul piano mediatico né su quello politico.
