di Michele Vidone
Nuove prese di posizione politiche in Campania arrivano da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, su temi che spaziano dal funzionamento delle istituzioni regionali all’etica degli incarichi, fino alla sicurezza delle sedi giudiziarie.
La consigliera regionale della Lega Michela Rostan, componente dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, sottolinea che “i cittadini campani chiedono istituzioni che funzionino e risposte concrete ai loro problemi”. Rostan ribadisce che l’opposizione non si limiterà alla vigilanza, ma avanzerà “proposte serie e concrete” su sanità, trasporti, politiche sociali inclusive e occupazione, con particolare attenzione a donne e giovani. La sua elezione nell’Ufficio di Presidenza, aggiunge, comporta “una responsabilità ulteriore” per garantire correttezza, trasparenza e regolarità dei lavori dell’Aula, perché “ogni ritardo istituzionale si traduce in difficoltà concrete per i cittadini”.
Forza Italia interviene invece sulla composizione della Giunta regionale. In una nota, il gruppo regionale Ppe-Fi critica il mancato passo indietro dell’assessora Claudia Pecoraro, che a oltre una settimana dalla nomina non avrebbe ancora lasciato l’incarico di consigliere comunale a Salerno. Una scelta definita “politicamente inaccettabile” e in contraddizione, secondo Fi, con i principi di etica e coerenza rivendicati dal Movimento 5 Stelle. Le deleghe affidate a Pecoraro – Ambiente, Politiche abitative e Pari opportunità – vengono giudicate “strategiche” e tali da richiedere un impegno pieno ed esclusivo, soprattutto in una Regione alle prese con emergenze ambientali e crisi abitativa. Da qui la richiesta di “un chiarimento immediato”.
Sul fronte della sicurezza istituzionale, arriva infine la dura condanna del viceministro degli Affari Esteri e capo dell’opposizione in Consiglio regionale, Edmondo Cirielli, per il grave episodio che ha colpito gli uffici della Procura generale di Napoli. Cirielli esprime piena solidarietà al procuratore generale, ai magistrati e al personale amministrativo, definendo l’accaduto “un atto inquietante e inaccettabile” che non deve intimidire le istituzioni. “La magistratura non è sola – conclude – le istituzioni sono unite nel respingere ogni forma di violenza e nel riaffermare con forza i valori della legalità e della democrazia”.
