di Michele Vidone 

Gennaro Sangiuliano, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, ha espresso un giudizio fortemente critico sulla nascita e sulla composizione della nuova giunta regionale della Campania, definendo sorprendente sia la modalità con cui è stata formata sia la sostanza delle scelte compiute.

Secondo Sangiuliano, dopo settimane di laceranti conflitti interni alla maggioranza, in particolare nel Partito democratico, la giunta sarebbe stata annunciata il 31 dicembre in modo quasi furtivo, con una tempistica che avrebbe puntato a ridurre l’attenzione mediatica. Ha descritto la scena come degna delle pagine de L’autunno del patriarca di Gabriel García Márquez, sottolineando come la comunicazione sia avvenuta alla vigilia di un giorno in cui i quotidiani non sarebbero usciti.

Nel suo intervento, Sangiuliano ha elencato una serie di criticità, a partire dalla decisione del presidente Roberto Fico di tenere per sé deleghe considerate centrali come Sanità, Bilancio e fondi europei. A suo giudizio, si tratta di ambiti che richiedono competenze altamente specialistiche e una dedizione totale. In particolare, sul Bilancio ha osservato che sarebbe necessaria una solida esperienza di finanza pubblica e un confronto costante con la commissione consiliare competente, soprattutto in una fase in cui la Regione si avvia verso l’esercizio provvisorio. Analoghe perplessità sono state espresse sui fondi europei, che richiederebbero una conoscenza approfondita dei complessi meccanismi comunitari.

Sangiuliano ha inoltre criticato l’organizzazione delle deleghe ambientali, rilevando come l’Ambiente sia stato separato da Biodiversità, politiche di riforestazione, pesca, acquacultura e tutela degli animali, e chiedendosi cosa resti effettivamente della delega ambientale una volta privati questi elementi. Ha poi sottolineato che il Pd, dopo una dura lotta di potere interna, ha indicato tre assessori senza alcuna presenza femminile, una scelta che, a suo avviso, contraddice apertamente l’affermazione dei diritti delle donne spesso richiamata a parole dal partito.

Nel complesso, ha giudicato le scelte compiute come modeste, osservando che in una regione ricca di competenze elevate in numerosi settori non si sarebbe riusciti a individuare profili migliori. Da qui la conclusione che il governo regionale nasca “male”, privo di funzioni decisive e con un livello di competenze ritenuto insufficiente. Sangiuliano ha affermato che una valutazione basata su dati oggettivi non può che essere negativa e che questo scenario suscita forti preoccupazioni rispetto alle gravi emergenze che attraversano la Campania, a partire da sanità, povertà e trasporti.

Ha infine ricordato come le divisioni nella maggioranza si siano già manifestate in aula, quando al neoeletto presidente del Consiglio regionale Manfredi sarebbero mancati una decina di voti. L’opposizione, ha aggiunto, ha comunque dimostrato senso di responsabilità istituzionale e continuerà a farlo nell’interesse esclusivo dei cittadini campani, auspicando che sulla nuova giunta si apra quanto prima un confronto franco in Consiglio regionale. In chiusura, Sangiuliano ha rivolto al presidente Fico e alla sua giunta un augurio di buon anno e di buon lavoro.

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