di Michele Vidone 

La Conferenza delle Regioni esprime soddisfazione per la firma definitiva, avvenuta all’ARAN, del Contratto collettivo nazionale di lavoro 2022-2024 per il personale dell’Area e del Comparto Funzioni Locali.

“Si tratta di un risultato che consolida un’interlocuzione costruttiva tra le parti, volta a garantire condizioni di lavoro più moderne, rafforzare la motivazione del personale attraverso incrementi salariali, opportunità di crescita professionale e maggiori tutele”, dichiara , presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità. Alparone ringrazia l’Aran e il tavolo negoziale per il lavoro svolto e sottolinea che, concluso questo rinnovo, l’attenzione si sposta già sul triennio 2025-2027, con l’obiettivo di evitare ritardi e valorizzare sia gli aspetti economici sia quelli professionali del personale.

Di segno opposto la posizione della , che rende noto l’esito parziale della consultazione avviata il 19 novembre scorso tra i lavoratori del comparto Funzioni locali: il 92% dei partecipanti si sarebbe espresso contro la sottoscrizione del contratto.

La Fp Cgil ribadisce di non aver firmato l’accordo perché, a suo avviso, gli aumenti previsti – inferiori al 6% – non compensano un’inflazione che nel triennio avrebbe raggiunto il 16%, determinando una perdita stimata di circa 10 punti di potere d’acquisto. “Per noi tutto questo è inaccettabile”, afferma il sindacato, che annuncia di voler continuare a chiedere maggiori risorse, nuove assunzioni e una più ampia valorizzazione del lavoro pubblico.

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