di Michele Vidone
Il ministro della Salute Orazio Schillaci definisce “inaccettabile” quanto accaduto al bambino di due anni ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli, al quale è stato trapiantato un cuore gravemente danneggiato, e assicura che saranno accertate le responsabilità. In un’intervista a La Repubblica, il ministro sottolinea che la sicurezza delle cure è un impegno costante di ministero, Regioni e strutture sanitarie e che le verifiche sono in corso insieme al Centro nazionale trapianti. Nei prossimi giorni gli ispettori saranno nelle strutture di Bolzano e Napoli coinvolte nella vicenda.
Schillaci parla di una situazione “complessa e delicata” che richiede accuratezza e tempo, esprime vicinanza ai genitori e ricorda che, pur essendo la rete trapianti italiana un’eccellenza internazionale, il rischio zero in medicina non esiste. Dal 2002, con l’attivazione del Sistema informativo trapianti, sono stati eseguiti oltre 84mila interventi tracciati, e quanto accaduto viene definito senza precedenti.
Le condizioni del piccolo restano stazionarie nella loro gravità. Il bambino, dopo il trapianto del 23 dicembre, sopravvive in coma farmacologico grazie al supporto dell’Ecmo per la funzione cardiaca e polmonare extracorporea. Domani tornerà a riunirsi l’équipe multidisciplinare del Monaldi per valutare se il paziente possa essere ancora considerato trapiantabile, come sostenuto finora dalla struttura napoletana, o se prevalga il parere negativo espresso da specialisti del Bambin Gesù di Roma, che hanno evidenziato l’estrema debolezza del fisico.
Intanto l’ospedale Niguarda di Milano precisa che non vi è stata alcuna interlocuzione né presa in carico del caso da parte del professor Claudio Russo, cardiochirurgo che si occupa di adulti. Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, avrebbe avviato un contatto informale con il medico per valutare l’ipotesi di un cuore artificiale sperimentale. Lo stesso legale chiede se nei due mesi trascorsi siano state esplorate tutte le possibili alternative terapeutiche.
Sulla vicenda interviene anche il segretario regionale di Forza Italia in Campania Fulvio Martusciello, che parla di tentativi di insabbiamento e chiede decisioni drastiche ai vertici regionali, sollevando interrogativi sulla gestione del caso.
