di Michele Vidone
Napoli è tra i primi dieci capoluoghi di provincia italiani dove la Tari, la tassa sui rifiuti, risulta più elevata. È quanto emerge da uno studio del Servizio Stato sociale, politiche fiscali e previdenziali, immigrazione della Uil, diretto dal segretario confederale Santo Biondo, sul carico fiscale della Tari per i contribuenti italiani dal 2020 a oggi.
Il capoluogo partenopeo si colloca al nono posto della classifica, con un costo medio di 499 euro, distante dai 650 euro di Pisa, che guida la graduatoria, seguita da Brindisi e Pistoia. Nessuna delle cinque città capoluogo della Campania figura invece tra quelle dove la tassa sui rifiuti è più bassa.
Nel dettaglio, a Benevento il costo medio della Tari nel 2025 è stato di 481 euro, con un aumento di sette euro rispetto all’anno precedente. Ad Avellino una famiglia ha pagato in media 336 euro, con un incremento di 13 euro rispetto al 2024. Più contenuto il costo a Caserta, dove la tariffa media è stata di 313 euro. A Salerno, infine, una famiglia ha pagato in media 456 euro, contro i 409 euro del 2024.
