di Michele Vidone 

Il procedimento, nell’ambito del quale sono in corso gli interrogatori preventivi al termine dei quali il gip deciderà sulla richiesta di misure cautelari, trae origine dall’indagine che nel 2023 portò agli arresti domiciliari Daniela Lo Verde, dirigente della scuola Falcone dello Zen di Palermo nota per il suo impegno antimafia, insieme al suo vice e alla dipendente della R-Store spa, Alessandra Conigliaro.

Secondo l’accusa, la preside, oltre ad appropriarsi di parte degli alimenti destinati alla mensa scolastica, avrebbe fatto acquistare con fondi europei – circostanza che ha determinato la competenza della Procura europea (Eppo) – pc e dispositivi elettronici per gli alunni presso il negozio della Conigliaro. In cambio, avrebbe ricevuto telefoni e computer per sé e per i propri familiari.

Le dichiarazioni della dipendente dell’esercizio commerciale avrebbero consentito agli inquirenti di ampliare l’indagine, facendo emergere un presunto sistema analogo anche in alcune facoltà universitarie e scuole di Napoli.

Secondo gli investigatori, la R-Store, “alla continua ricerca di profitto e ingolosita dalle opportunità derivanti dai fondi europei del Pnrr destinati al mondo della scuola”, sarebbe andata oltre una politica commerciale aggressiva, sconfinando nell’illecito. Centrale, nell’impianto accusatorio, sarebbe stato il ruolo di docenti e ricercatori che avrebbero indirizzato gli acquisti verso la società, ottenendo in cambio beni personali come iPhone di fascia alta, buoni spesa, stampanti e smart tv.

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