di Michele Vidone 

Il rialzo del costo industriale dei carburanti sta spingendo nuovamente verso l’alto i prezzi alla pompa, riducendo sensibilmente gli effetti del recente taglio delle accise.

Secondo le associazioni dei consumatori, il beneficio fiscale risulta già in gran parte eroso: il gasolio è sceso di soli 12,7 centesimi al litro rispetto ai livelli precedenti, a fronte di una riduzione delle accise pari a 24,4 centesimi. La benzina registra invece un calo medio di circa 15 centesimi.

I prezzi, inoltre, sono tornati a crescere negli ultimi giorni. Il gasolio si attesta in media a 1,976 euro al litro, mentre la benzina sale a 1,717 euro. Sulla rete autostradale il diesel raggiunge i 2,045 euro al litro e la benzina 1,781 euro.

A livello territoriale, i listini più alti per il gasolio si registrano in Campania (1,995 euro/litro), Calabria (1,994 euro/litro) e Molise (1,990 euro/litro), con valori sempre più vicini alla soglia dei 2 euro. Per la benzina, invece, il record spetta alla Basilicata con 1,747 euro al litro.

Il Codacons denuncia come questi aumenti stiano progressivamente annullando il risparmio previsto, stimando una perdita di circa 5,85 euro su un pieno di gasolio. Dello stesso avviso anche Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, secondo cui il calo dei prezzi è durato pochi giorni prima di un nuovo rialzo generalizzato.

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