di Michele Vidone 

«Quando il personale sanitario lavora al limite e le risorse vengono distribuite senza criteri chiari, a pagare il prezzo più alto sono i lavoratori e i cittadini». È l’allarme lanciato dal Nursind della provincia di Salerno, che chiede all’ASL Salerno maggiore trasparenza, un confronto immediato e una revisione della gestione delle ore di straordinario e della distribuzione del personale.

«Non si può governare un’azienda sanitaria con decisioni calate dall’alto e senza spiegazioni. La gestione delle ore di straordinario per il 2026 è stata impostata in modo confuso e poco coerente con le reali esigenze dei reparti e dei servizi», dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno, chiedendo l’apertura di un tavolo tecnico per analizzare i bisogni assistenziali e garantire sicurezza ai pazienti e condizioni di lavoro dignitose agli operatori.

Sulla stessa linea Adriano Cirillo, segretario amministrativo del sindacato, che parla di «riduzione indiscriminata delle ore di straordinario» senza una vera programmazione e senza un piano chiaro delle reperibilità. «Serve trasparenza sui dati e sulle spese del 2025, reparto per reparto», sottolinea.

I delegati sindacali in azienda evidenziano anche criticità nella distribuzione territoriale del personale. Giovanni Aspromonte parla di «forti squilibri tra nord, centro e sud della provincia», con alcune strutture in sofferenza cronica e altre meglio dotate.

Infine Vincenzo Berna segnala un «utilizzo anomalo di alcune figure professionali lontano dai reparti dove servono di più», suggerendo che una diversa organizzazione potrebbe ridurre il carico sugli infermieri e migliorare l’assistenza senza aumentare i costi.

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