di Michele Vidone 

Con l’ultima legge di bilancio il Governo ha stanziato maggiori risorse per il trasporto pubblico in alcune regioni, penalizzando invece la Campania. A denunciarlo è il vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo, che parla di una scelta “ingiustificata e incomprensibile”.

“Alla Lombardia vengono assegnati 150 milioni di euro in più all’anno, al Lazio 60 milioni in più, mentre alla Campania vengono tagliati 26 milioni”, sottolinea Casillo. “Se dobbiamo parlare di perequazione – aggiunge – non si possono fare tagli ingiusti. Alcune regioni subiscono riduzioni, altre no: perché la Campania? Dai documenti non si capisce”. Il vicepresidente respinge inoltre l’idea che la Regione non abbia investito: “Negli ultimi cinque anni abbiamo messo 80 milioni di euro sui trasporti. Qui vogliamo normalità: un treno che passa in orario è normalità. Riconosciamo il lavoro di chi c’era prima di noi e continueremo su quella strada”.

Sul fronte scuola, la Giunta regionale ha approvato la delibera sul dimensionamento della rete scolastica e sulla programmazione dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2026/2027. Una decisione che, come chiarisce l’assessore regionale alla Scuola Andrea Morniroli, non cancella le forti perplessità della Regione sul provvedimento nazionale.

“Restiamo profondamente contrari al dimensionamento scolastico – afferma Morniroli –. È vero che il numero degli alunni è in calo, ma si sarebbero potute fare altre scelte: allargare il tempo pieno, aumentare la copresenza, potenziare le attività di accompagnamento”. La Regione ha scelto di non entrare in conflitto diretto con il Governo per evitare il commissariamento, che avrebbe comportato “un taglio numerico automatico sui 23 istituti coinvolti, senza alcuna possibilità di intervento”.

Grazie alla concertazione con i territori, spiega l’assessore, è stato possibile salvaguardare le aree interne e concentrare i dimensionamenti soprattutto nei grandi centri urbani, almeno uno per ogni capoluogo di provincia, recependo anche le indicazioni dei Comuni, come nel caso di Napoli. Inoltre, evitando lo scontro con il Governo, la Regione ha ottenuto dall’Ufficio scolastico regionale la garanzia che i plessi accorpati non perderanno personale ATA e potranno avere un vicario esentato dall’insegnamento, per rendere l’impatto del provvedimento meno gravoso.

Infine, nella delibera è stata inserita una clausola di tutela legata alla sentenza del Consiglio di Stato attesa per aprile: “Se la pronuncia sarà favorevole alla Regione Campania – conclude Morniroli – potremo tornare al numero di plessi precedente agli accorpamenti”.

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