di Michele Vidone
Scontro politico e mediatico dopo le dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha denunciato una campagna diffamatoria da parte di alcuni organi di stampa in merito alla pubblicazione di una sua foto con Gioacchino Amico.
Meloni ha respinto con fermezza ogni accusa, spiegando che si tratta di uno scatto come tanti con cittadini e sottolineando di non avere rapporti con il padre da quando aveva 11 anni. Ha parlato di “fango nel ventilatore” e di un uso politico dell’informazione, ribadendo di non sentirsi intimidita.
Sulla vicenda è intervenuta anche la Camera dei deputati, chiarendo che non è mai stato rilasciato alcun tesserino permanente intestato ad Amico. Il programma Report, tuttavia, ha precisato di non aver mai parlato di un pass ufficiale a suo nome, ma di presunti accessi facilitati a Montecitorio, circostanza ora al vaglio degli inquirenti.
A sostegno della premier è intervenuto Edmondo Cirielli, che ha definito la vicenda “giornalismo spazzatura” e un tentativo di delegittimazione politica.
Di segno opposto le reazioni delle opposizioni. Esponenti del Movimento 5 Stelle hanno parlato di un quadro “gravissimo” relativo a possibili intrecci tra ambienti di Fratelli d’Italia e criminalità organizzata, chiedendo chiarimenti. Anche Angelo Bonelli ha invitato la presidente del Consiglio a rispondere nel merito, sostenendo che il tema non sia un semplice selfie ma eventuali tentativi di infiltrazione nei circuiti istituzionali.
La vicenda resta al centro del confronto politico, tra accuse di delegittimazione mediatica e richieste di maggiore trasparenza sui rapporti tra politica e criminalità organizzata.
