di Michele Vidone
Continuano ad arrivare messaggi di cordoglio per la scomparsa di Luigi Nicolais, figura centrale della ricerca scientifica e della vita istituzionale italiana.
“Gino Nicolais è stato uno scienziato di fama mondiale, ma soprattutto un grande amico e un punto di riferimento culturale e umano, che ha segnato profondamente la mia vita”. Così il presidente del Consiglio regionale della Campania, Massimiliano Manfredi, che a nome dell’assemblea legislativa esprime il più sentito cordoglio alla famiglia. Manfredi ricorda il periodo in cui fu a capo della segreteria di Nicolais tra il 2006 e il 2008, quando ricopriva l’incarico di ministro della Funzione Pubblica: “Furono anni intensi di lavoro e di visione, nei quali ho potuto conoscere un uomo di straordinario rigore intellettuale, ma anche di grande umanità, capacità di ascolto e fiducia verso chi gli stava accanto”. In ogni ruolo ricoperto, sottolinea Manfredi, Nicolais ha lasciato un segno profondo, portando avanti l’idea che conoscenza, cultura e ricerca siano il vero motore dello sviluppo e della dignità di un Paese.
Parole di ricordo arrivano anche dall’assessore regionale della Campania al Turismo, alla Promozione del territorio e alla Transizione digitale, Enzo Maraio. “Luigi Nicolais è stato un autentico uomo dell’innovazione, capace di coniugare visione scientifica e concretezza operativa lungo tutto il suo percorso umano e professionale”. Maraio evidenzia il ruolo di primo piano svolto nel mondo della ricerca e la capacità di trasformare la conoscenza in leva di sviluppo, favorendo l’incontro tra università, imprese e istituzioni. “Da accademico ha formato generazioni di studiosi, da assessore regionale ha orientato le politiche pubbliche verso l’innovazione e il trasferimento tecnologico, mentre da ministro e presidente del Cnr ha dato impulso a una visione moderna della ricerca”, conclude.
Da Roma arriva anche il ricordo dell’assessora regionale campana Fiorella Zabatta. “Con la scomparsa di Luigi Nicolais, l’Italia perde non solo un luminare della scienza e un servitore delle istituzioni, ma un uomo di straordinaria generosità umana e intellettuale”. Zabatta rievoca il legame nato negli anni universitari alla Federico II di Napoli, quando era rappresentante degli studenti: “Nonostante il mio percorso di studio non fosse nella sua facoltà, non mi ha mai fatto mancare il suo supporto. I suoi consigli, sempre affettuosi e lungimiranti, sono stati una bussola preziosa”. “Ha saputo unire il rigore dell’ingegnere chimico alla visione politica del ministro, senza mai perdere l’umanità del docente. La sua eredità vivrà nei tanti studenti che hanno avuto la fortuna di crescere grazie al suo esempio”, conclude, rivolgendo un pensiero affettuoso alla famiglia e alla comunità scientifica.
