di Michele Vidone
La Fisascat Cisl di Salerno ha proclamato per lunedì 12 gennaio, a partire dalle ore 9, uno sciopero del personale addetto ai servizi di pulizia e di ausiliariato operante presso le strutture dell’Asl Salerno. La mobilitazione è accompagnata da un presidio di protesta davanti alla sede dell’azienda sanitaria, in via Nizza.
Alla base dello sciopero c’è la forte preoccupazione per il futuro occupazionale e retributivo dei lavoratori, messo a rischio dalle incertezze sulla gestione degli appalti e dalle condizioni economiche previste dalla nuova procedura di gara bandita da Soresa. A spiegare le ragioni della protesta sono i segretari della Fisascat Cisl di Salerno, Pietro Contemi e Teresa Iannaco, che sottolineano il ruolo strategico svolto dal personale delle pulizie e dell’ausiliariato all’interno del sistema sanitario.
“Si tratta di lavoratrici e lavoratori che garantiscono ogni giorno igiene, sicurezza e supporto alle attività assistenziali – dichiarano –. Non è più tollerabile che continuino a pagare il prezzo di gare al massimo ribasso, con conseguenti tagli ai salari, riduzioni dell’orario di lavoro e un aumento della precarietà”.
La Fisascat Cisl chiede quindi il blocco immediato della gara per il territorio di Salerno e l’apertura urgente di un tavolo di confronto con Regione Campania, Soresa e Asl Salerno, per individuare soluzioni condivise in grado di tutelare l’occupazione e garantire la qualità dei servizi.
Alla mobilitazione ha espresso piena solidarietà anche la segretaria generale della Cisl Salerno, Marilina Cortazzi. “La Cisl è al fianco della categoria e di tutti i lavoratori e le lavoratrici in lotta – afferma – perché non può esistere una sanità di qualità senza il rispetto del lavoro e della dignità di chi assicura quotidianamente servizi essenziali. Chiediamo alle istituzioni senso di responsabilità e un confronto serio che metta al centro le persone, l’occupazione e i diritti”.
La Fisascat Cisl provinciale ribadisce infine la propria disponibilità al dialogo, ma conferma che non accetterà soluzioni che penalizzino occupazione, salari e dignità del lavoro.
