di Michele Vidone
Il 27 marzo i giornalisti italiani hanno proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore per protestare contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro, fermo da circa dieci anni. L’astensione riguarda tutte le principali categorie del settore: quotidiani, agenzie di stampa, periodici, testate online, televisioni e radio a diffusione nazionale.
La mobilitazione avrà effetti visibili soprattutto sul fronte televisivo, con possibili variazioni nei palinsesti, telegiornali in formato ridotto e cambiamenti negli orari dei programmi su reti come Rai, Mediaset, Sky e La7.
Secondo quanto comunicato dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, lo sciopero nasce non solo per rivendicare il rinnovo contrattuale e la tutela del salario, ma anche per denunciare condizioni sempre più difficili per la professione: minacce, querele temerarie, episodi di violenza e persino attività di spionaggio.
L’iniziativa punta a coinvolgere l’intera categoria, dai giornalisti con contratto stabile ai precari, dai freelance ai disoccupati, fino ai pensionati, con l’obiettivo di difendere un’informazione libera, autorevole e realmente al servizio dei cittadini.
