di Michele Vidone
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, è intervenuta a Roma all’evento per i 90 anni di Achille Occhetto, rendendo omaggio all’ex leader della sinistra italiana.
«Credo che la comunità che ora guido debba moltissimo a Occhetto, più di quanto gli sia stato riconosciuto, più di quanto Achille ammetterebbe», ha affermato Schlein, sottolineando «il coraggio di scelte difficili» e «la capacità di vedere prima le cose, anche se all’inizio viene osteggiato». «Senza quel coraggio – ha aggiunto – oggi non saremmo qui dove siamo, non ci sarebbe nemmeno il Pd».
Intervistata dal Tg5, la segretaria dem ha poi affrontato il tema del referendum sulla riforma della giustizia: «Non è una riforma sui magistrati, è una riforma sui diritti di tutte le cittadine e i cittadini. Riguarda la qualità della nostra democrazia. Non migliora la giustizia per gli italiani». Schlein ha sostenuto che la riforma «spacca in due il Consiglio superiore della magistratura» e «indebolisce l’indipendenza della magistratura», osservando che – a suo dire – non renderebbe i processi più veloci né consentirebbe nuove assunzioni di personale.
Sul piano politico, la leader del Pd ha dichiarato: «Noi batteremo questo governo alle prossime elezioni politiche, non appena ne avremo l’occasione. Abbiamo lavorato per costruire un’alternativa non contro questo governo o contro Giorgia Meloni, ma sulle cose che vogliamo fare insieme».
Infine, un passaggio sulla politica estera: «Ci aspettiamo che il nostro governo, in linea con la storia del nostro Paese, eserciti un ruolo per difendere il diritto internazionale e le sedi multilaterali». Schlein ha rivendicato il ruolo tradizionalmente riconosciuto all’Italia in Medio Oriente, sostenendo che l’esecutivo rischierebbe di «danneggiarlo» con un atteggiamento «schiacciato sulle strategie belliche di Trump e di Netanyahu».
