di Michele Vidone 

Botta e risposta tra i legali nel caso del piccolo Domenico Caliendo, morto in seguito a un trapianto di cuore.

“Ingenerosa” viene definita la rappresentazione dell’équipe napoletana come sprovveduta e impreparata. A sostenerlo, in una nota, sono gli avvocati Anna Maria Ziccardi e Dario Gagliano, difensori di Gabriella Farina, responsabile dell’équipe del Monaldi che ha eseguito l’espianto del cuore a Bolzano. Secondo i legali, il confronto con la presunta efficienza dei medici austriaci e del personale dell’ospedale altoatesino alimenterebbe una lettura distorta della vicenda, non rendendo giustizia alla professionalità dei medici del Monaldi e delle strutture del Sud.

Gli avvocati sottolineano che i membri dell’équipe di Innsbruck avrebbero affermato che, salvo incomprensioni iniziali, l’espianto si sarebbe svolto in un clima tranquillo e nel rispetto dei protocolli. Il contenitore utilizzato per il trasporto dell’organo sarebbe stato conforme alle norme vigenti e i medici incaricati non sarebbero stati informati dell’esistenza di contenitori alternativi più moderni. Quanto alle immagini circolate online di un frigorifero con etichetta “ghiaccio secco”, i legali le definiscono fuorvianti, spiegando che il materiale refrigerante sarebbe stato prelevato da personale locale e consegnato in sala operatoria mentre la dottoressa Farina completava le operazioni di confezionamento dell’organo per accelerarne la partenza verso Napoli.

I difensori evidenziano inoltre come non venga presa in considerazione la posizione del personale di sala che, a fronte di una richiesta di ghiaccio per il trasporto, avrebbe fornito anidride carbonica allo stato solido, indistinguibile a occhio nudo dal ghiaccio comune e con effetti ustionanti.

Di segno opposto la replica di Francesco Petruzzi, avvocato della famiglia del piccolo Domenico, che chiede “silenzio e decoro, invece che difese arraffazzonate e goffe”. Il legale richiama una serie di circostanze emerse dagli atti dell’inchiesta, sostenendo che chi avrebbe commesso eventuali errori dovrebbe evitare dichiarazioni pubbliche e mantenere un rispettoso silenzio nei confronti della famiglia, lamentando anche il ritardo con cui sarebbero state fornite informazioni ai genitori del bambino.

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