di Michele Vidone 

Il nastro rosso e bianco delimita ancora l’area davanti all’ingresso liberty del Teatro Sannazaro, annerito dalla fuliggine ma ancora in piedi dopo l’incendio che lo ha devastato. Le transenne coperte da rete arancione limitano il passaggio in via Chiaia, mentre i mezzi dei vigili del fuoco occupano parte della strada e le manichette restano distese sull’asfalto.

All’interno, i “caschi rossi” proseguono le operazioni di smassamento e messa in sicurezza. Dalla porta principale e dall’ingresso per le attrezzature si intravede quella che era una bomboniera ottocentesca di legno, stucchi e oro, oggi ridotta a una cavità nera di macerie e travi bruciate.

Il teatro, di proprietà dell’attrice Lara Sansone, nipote di Luisa Conte che lo rilanciò, è da sempre uno dei simboli culturali della città. Il giorno dopo il rogo, la folla dei curiosi e degli sfollati continua a sostare davanti all’edificio: i primi per esprimere solidarietà, i secondi per capire come muoversi dopo l’evacuazione.

Sono circa 60 le persone che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni. Molti hanno trovato ospitalità da parenti e amici, mentre davanti alla chiesa vicina è stato allestito un gazebo della protezione civile per fornire informazioni e assistenza. Alcuni residenti, trolley alla mano, attendono di sapere se potranno rientrare per recuperare effetti personali.

Dodici appartamenti sono sotto la lente dei tecnici per verificare i danni causati dal rogo e dal cedimento di solai, in particolare al secondo e al quarto piano. Nella notte, su disposizione del sindaco Gaetano Manfredi, è stata emanata un’ordinanza per i rischi legati all’aria inquinata dai fumi della combustione. L’odore acre è ancora percepibile, ma dalle prime analisi – assicurano dalla protezione civile – non sono emerse criticità.

Sul fronte giudiziario, la Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta contro ignoti per incendio colposo. Gli inquirenti attendono la relazione dei vigili del fuoco, che arriverà dopo i rilievi tecnici, per valutare eventuali sviluppi investigativi. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa, ma non vi sono elementi certi su cui fondare conclusioni definitive.

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