Di Angelo Maurizio Tortora 

 

I limiti esistono solo se lasci che esistano, non limitare le tue sfide, limita i tuoi limiti, il duro lavoro batte il talento, quando il talento non lavora duro. Il calcio è passione e crescita personale, dove ogni limite diventa un punto di partenza. Non devi sognare la vittoria, ma allenarti per ottenerla, oltre alla condizione fisica, occorrono la rabbia, la passione, la cattiveria agonistica, la felicità interiore, la fame da scugnizzi di emergere: perché un atleta triste è un atleta che parte sconfitto diceva Alex Del Piero.
Cosa è il calcio per un bambino? È tutto, dietro una palla che rotola c’è sempre un bambino che sogna di diventare un campione trasformando ogni cortile in uno stadio, inseguendo un pallone si impara a soffrire, a cadere, a risalire, la felicità è dare un pallone a uno scugnizzo. Gli scugnizzi napoletani sono il simbolo della vivacità, dell’arte di arrangiarsi e del cuore grande di Napoli, un bambino-adulto che sfida il destino col sorriso, vissuti tra vicoli e necessità, questi “Masanielli” in miniatura incarnano la resilienza partenopea. È la storia di un classe 2013, Salvatore Rocco, napoletano doc di Scampia, gioca nella scuola calcio dell’Athletic Marianella da un anno dove ha conquistato due tornei: “Befana Cup 2025” e “Christmas Cup”. Si ispira ad Alessandro Buongiorno, difensore del Napoli di cui è tifoso sfegatato, ma ha anche un idolo e sarebbe un ex Campione del Mondo e Pallone d’oro: semplicemente Fabio Cannavaro. Salvatore Rocco è di piede destro, ha il vizio del gol, bravo anche di testa. Valente nei contrasti, oltre che abile nell’impostazione del gioco, veloce e con un ottimo senso della posizione. Si distingue per serietà, spirito di squadra, laboriosità e attenzione perpetua durante tutto il match, è il jolly perfetto che ogni allenatore vorrebbe avere, alla Elmas per intenderci, oltre a difensore, rende alla grande anche come attacante. Salvatore è un grandissimo talento che luccica come un diamante e non può assolutamente passare inosservato.
Il destino dei giovani campioni non è scritto nelle stelle, ma nei muscoli e nella mente che coltivano ogni giorno e Salvatore Rocco spera che il futuro possa issarlo sempre più nell’Olimpo degli Dei, l’apice della leggenda.

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