di Michele Vidone 

L’Unione europea ha ridotto a 20mila euro al giorno la sanzione inflitta alla Campania per la cattiva gestione dei rifiuti. Si tratta di un taglio significativo rispetto ai 120mila euro giornalieri stabiliti nel 2015, quando Bruxelles condannò la Regione per le gravi criticità del sistema. La decisione, si apprende da fonti della Regione Campania, è legata ai progressi compiuti negli ultimi anni nel settore.

La riduzione arriva al termine di un lungo percorso avviato durante i due mandati dell’amministrazione De Luca, con un ruolo centrale svolto da Fulvio Bonavitacola, allora vicepresidente con delega all’Ambiente e oggi assessore alle Attività produttive nella giunta guidata da Roberto Fico. Dal 2015 la Commissione europea ricalcola la sanzione ogni sei mesi sulla base delle misure adottate dalla Regione per superare le infrazioni.

Nel 2020 Bruxelles ha chiesto relazioni periodiche sulle infrastrutture regionali, concentrando la valutazione su tre aspetti principali: capacità di incenerimento e termovalorizzazione, conferimento in discarica, trattamento della frazione organica ed eliminazione delle ecoballe di rifiuti storici. Già nel 2021 l’Ue aveva riconosciuto i miglioramenti legati alla piena operatività dell’impianto di Acerra. Ulteriori passi avanti sono stati certificati dal luglio 2023, quando la Campania ha fornito “prove sufficienti” sull’adeguata capacità di trattamento della frazione organica, anche grazie all’entrata in funzione dell’impianto di Giugliano nel giugno dello stesso anno.

Nel 2025 Bonavitacola ha proseguito il confronto con la Commissione europea a Bruxelles, ribadendo la scelta della Regione di non realizzare nuove discariche, in linea con le politiche comunitarie per una gestione moderna dei rifiuti. L’obiettivo dichiarato resta quello dell’azzeramento definitivo della sanzione, puntando sulla riduzione del rifiuto indifferenziato e su un ulteriore incremento della raccolta differenziata.

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