Il Partito democratico della città metropolitana di Napoli annuncia l’avvio di una campagna per il No al referendum sulla riforma della giustizia ordinaria che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e interviene sulla giustizia contabile. In una nota, il partito ribadisce la propria netta contrarietà al provvedimento, giudicato lesivo delle garanzie e dei sistemi di controllo previsti dall’attuale assetto costituzionale.

Secondo il Pd napoletano, ogni intervento sul sistema giudiziario dovrebbe muoversi nel solco dei principi fondamentali dello Stato di diritto, così come delineati dalla Costituzione, basati su un equilibrio delicato tra i poteri dello Stato. Un equilibrio che, a giudizio dei democratici, rischia di essere compromesso dalla separazione delle carriere, dall’istituzione di un doppio Consiglio superiore della magistratura e dalla creazione di una Corte disciplinare separata.

Il partito sottolinea come l’attuale collocazione dei magistrati requirenti e giudicanti all’interno di un unico ordine non sia casuale, ma il frutto di una scelta consapevole del Costituente, finalizzata a garantire l’indipendenza del pubblico ministero e la parità delle parti nel processo, evitando qualsiasi forma di subordinazione della magistratura ad altri poteri dello Stato. Modificare questo assetto, viene evidenziato, rappresenta una scelta politica con potenziali ricadute sull’imparzialità della giurisdizione e sulle stesse garanzie democratiche.

Nel mirino del Pd di Napoli c’è anche il metodo con cui la riforma è stata approvata. Il fatto che il provvedimento sia stato varato da un governo che, nelle due letture parlamentari previste, non ha consentito alcuna modifica al testo viene indicato come un elemento che rafforza la necessità di un rigetto complessivo della riforma.

Please follow and like us:
Pin Share
Facebook
YouTube