di Michele Vidone
Il Consiglio dei ministri ha deciso di fissare per domenica 22 e lunedì 23 marzo il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. Nelle stesse date si svolgeranno anche le elezioni suppletive per coprire due seggi vacanti alla Camera, lasciati da Alberto Stefani e Massimo Bitonci dopo l’elezione in collegi uninominali.
Dura la reazione del Movimento 5 Stelle, che accusa il governo di aver forzato i tempi senza attendere i tre mesi previsti per l’eventuale presentazione di quesiti referendari da parte dei cittadini. Secondo i parlamentari M5S delle commissioni Affari Costituzionali, l’esecutivo teme un confronto pubblico più ampio su una riforma che, a loro giudizio, non migliora l’efficienza della giustizia ma rappresenta una “spallata” al potere giudiziario, riducendo le garanzie per i cittadini comuni.
