di Michele Vidone 

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, intervenendo a margine delle celebrazioni del 25 aprile a Milano insieme al sindaco Giuseppe Sala, ha sottolineato il valore della Festa della Liberazione come momento di riflessione, soprattutto nelle scuole. Secondo il ministro, è fondamentale approfondire le radici storiche e culturali della Costituzione e comprendere fino in fondo perché il fascismo rappresenti una negazione della democrazia, delle libertà fondamentali e della centralità della persona.

Valditara ha ricordato che il fascismo non si è limitato alle leggi razziali, ma ha cancellato elezioni libere, libertà di pensiero e di espressione, ponendo lo Stato e l’ideologia al di sopra dell’individuo, mentre la Costituzione italiana ribalta questo principio mettendo la persona al centro.

Durante le manifestazioni per il 25 aprile a Napoli, però, un gruppo di attivisti ha esposto un cartello con l’immagine del ministro a testa in giù, sotto un patibolo simbolico, accompagnato da slogan contro il Governo, la guerra e quelle che definiscono derive autoritarie. L’episodio ha suscitato dure reazioni politiche.

Diversi esponenti della Lega e di Fratelli d’Italia, tra cui Gianpiero Zinzi, Severino Nappi, Igor Iezzi e Gimmi Cangiano, hanno condannato il gesto definendolo grave, offensivo e incompatibile con i valori democratici, esprimendo solidarietà al ministro. Sulla stessa linea anche la sottosegretaria Paola Frassinetti, che ha parlato di un segnale preoccupante soprattutto perché proveniente da studenti, ribadendo l’importanza dell’educazione al rispetto e alla tolleranza.

L’episodio si inserisce in un clima di tensione che ha accompagnato alcune manifestazioni della giornata, trasformando in parte una ricorrenza istituzionale e condivisa in un terreno di scontro politico.

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